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Ambrosia

Gio 10 Giu 2010, 23:10 Da Galadriel



L’Ambrosia artemisiifolia appartiene alla famiglia delle Asteraceae (o Compositae), è molto conosciuta in Italia a causa della forte allergenicità dei suoi granuli pollinici; è un'erba annuale o perenne che può raggiungere l'altezza di 150 cm.
Le specie più diffuse in Italia sono la ambrosia maritima, la elatior e la trifida.
La fioritura inizia luglio e si prolunga fino a ottobre, è questo il periodo di produzione dei pollini che possono causare fenomeni di sensibilizzazione verso altre composite poichè le basi biochimiche si trovano anche in altre asteracee.
Questa pianta è originaria del Canada e degli Stati Uniti.

Il polline di ambrosia ha fatto la sua comparsa in Italia al seguito dei soldati americani che sbarcarono ad Anzio sul finire della seconda guerra mondiale. I semini presenti nelle tasche e sugli abiti dei soldati trovarono una facilità di insediamento e iniziarono a svilupparsi sempre di più, creando una striscia di diffusione che ha seguito l'avanzata alleata nella risalita dell'Italia.
Un'altra sede di notevole concentrazione pollinica sono le vicinanze degli aeroporti internazionali, dove si crea lo stesso tipo di “trasporto” involontario da parte dei viaggiatori.
L’ambrosia è una pianta pioniera, significa che questa specie trova diffusione in aree dove la vegetazione originaria sia stata rimossa dando origine a zone incolte: margini di campi, bordi stradali, sedi ferroviarie, cantieri edili e aree abbandonate in genere.

Chi è allergico all'Ambrosia è spesso allergico anche ad alcuni tipi di frutta e verdura come per esempio la banana, l'anguria, il melone, la camomilla, la zucca e il sedano.
Un contatto diretto con queste sostanze provoca bruciore alla bocca, in gola, gonfiore alle labbra e alle mucose del cavo orale, arrossamento della zona intorno alle labbra.
L'allergia all'Ambrosia si manifesta con infiammazione agli occhi, difficoltà respiratorie che nei casi più gravi sono dei veri e propri attacchi di asma.
In alcuni casi l’allergia andrà controllata mediante le ben conosciute preparazioni di antistaminici, oppure con broncodilatatori e cortisonici (solitamente utilizzati per inalazione), vale però la pena considerare la possibilità di tenere sotto controllo la sintomatologia con l’utilizzo di rimedi naturali; è possibile individuare un rimedio iposensibilizzante a bassa dose per il trattamento nei mesi più duri oppure per ottenere una cura preventiva in attesa che la pianta ripollini.
Coloro che conoscono la loro ipersensibilità all’ambrosia possono sottoporsi al test DRIA che permette di stabilire quali rimedi naturali permetterebbero di curarsi magari anche eliminando completamente l’uso dei farmaci classici.

IL TEST DRIA
E’ un test di intolleranza ad alimenti, pollini, muffe o sostanze ambientali rivolto a riconoscere e poi controllare o rimuovere i fattori che possono contribuire a causare una rinite stagionale talvolta accompagnata da asma lieve o congiuntivite allergica.
Il test DRIA nasce con lo scopo di dimostrare scientificamente la variazione di forza muscolare in presenza di ipersensibilità ad una sostanza. Molti dati scientifici confermano che sia corretto interpretare un’interferenza muscolare come dimostrazione della presenza di un’ipersensibilità e trarre da qui le indicazioni cliniche necessarie per procedere al trattamento del paziente.
Il test si effettua facendo eseguire al paziente uno sforzo, con la gamba o il braccio e mentre il muscolo è contratto viene somministrata per bocca la paziente una soluzione di allergene respiratorio o di alimento; se durante l’esecuzione dello sforzo il computer registra un’impossibilità a mantenere costanza nello sforzo una caduta di sforzo entro pochi secondi (che compare dopo la somministrazione dell’ alimento) si può parlare di ipersensibilità alimentare nei confronti della sostanza testata, e cioè di intolleranza.

Mammasandra

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FITOTERAPIA

Ven 16 Apr 2010, 12:31 Da Anonymous

FITOTERAPIA: cos’è?

La fitoterapia viene utilizzata fin dai tempi antichi, e probabilmente la si può considerare come la prima pratica utilizzata per fini terapeutici. Si basa sull’utilizzo delle piante o dei loro estratti per curare le malattie, o più semplicemente per mantenere un certo benessere nell’organismo.
L’OMS definisce pianta medicinale ogni vegetale contenente, in uno o più dei suoi organi, sostanze che possono essere utilizzate per fini terapeutici.
In seguito alla sintetizzazione dei farmaci moderni la fitoterapia venne messa da parte, ma riscoperta da alcuni anni sia come metodo alternativo, sia come metodo integrativo a quello tradizionale a causa delle minori controindicazioni ed effetti collaterali.
Spesso però si trovano in vendita preparazioni prodotte e diffuse non tanto per motivazioni scientifiche, quanto per motivazioni commerciali.
Le preparazioni si ottengono partendo dal materiale vegetale essiccato oppure fresco tramite estrazioni con solventi al fine di ottenere tinture, infusi, decotti, estratti secchi ed estratti molli.
COS’E’ IL FITOCOMPLESSO
Ogni pianta contiene un numero variabile di componenti, individuabili mediante le moderne apparecchiature; la maggior parte di queste sostanze chimiche ha proprietà medicamentose, altre invece sono inerti. Tutte insieme formano il cosiddetto fitocomplesso, responsabile delle proprietà curative di una pianta, che possono essere diverse da quelle dei componenti presi singolarmente; ecco perché ogni pianta possiede una capacità curativa predominante e talvolta altre secondarie.
QUALITA’ DELLE PIANTE MEDICINALI
Sono sufficienti un esame visivo e un esame al microscopio effettuati dai tecnici di laboratorio per stabilire l’appartenenza ad una specie e verificare l’eventuale presenza di muffe, corpi estranei o insetti.
E’ molto importante l’appartenenza ad una specie, infatti varietà diverse di una stessa specie possono non avere le stesse caratteristiche curative e una sola delle forme botaniche viene considerata come la più dotata di capacità curative.
La fitoterapia si definisce scientifica anche grazie alla standardizzazione dei prodotti, che ne assicura anche una maggiore proprietà curativa, facendo in modo che essi siano sempre uguali a sé stessi.
A questo scopo si utilizza un procedimento detto “titolazione” che permette di verificare in modo preciso,la presenza, la qualità e la quantità dei componenti del fitocomplesso.
La Farmacopea Ufficiale della Repubblica Italiana limita inoltre la presenza in quantità ridotte delle seguenti sostanze contaminanti:
- Carica batterica
- Aflatossine: sostanze tossiche prodotti da particolari funghi
- Metalli pesanti: soprattutto piombo, cadmio e mercurio
- Radioattività:per prodotti provenienti da zone a rischio
- Pesticidi usati in agricoltura

Ogni prodotto a base di piante medicinali dovrebbe fornire, per essere considerato attendibile, almeno queste informazioni:
- Nome botanico in latino delle piante utilizzate
- Nome dei principi attivi
- Titolazione di questi ultimi
- Forma farmaceutica e sua quantità espressa in mg
- Dose giornaliera, modo e durata della somministrazione
- Scadenza del prodotto


Mammasandra

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ALLERGIA AL NICHEL

Ven 02 Apr 2010, 10:25 Da Anonymous

Si tratta di una delle più diffuse allergie da contatto: è stato calcolato che circa il 10% delle donne adulte soffra di allergia al nickel, causata da una diffusione sempre più frequente di monili in metalli come orecchini e piercing. Questo elemento viene utilizzato per realizzare, mediante un processo chimico detto elettrolisi, rivestimenti su altri metalli, quali ferro e acciaio che sono particolarmente sensibili alla corrosione, inoltre ampio uso del Nichel viene fatto per ottenere leghe con le quali si realizzano molte parti meccaniche delle automobili e monete; ne troviamo tracce anche in attrezzi da cucina e da lavoro, tinture per capelli, cosmetici e detersivi oltre a numerosi alimenti: birra, vino,cipolla, pomodori, carote, spinaci,tonno, fagioli, frutta secca, cioccolato, the, ananas e lamponi.
L’allergia si manifesta con una dermatite da contatto, e con un eczema in caso di contatto prolungato: vescicole piene di liquido chiaro che possono trasformarsi in crosticine, desquamazione ed eritema.
Solitamente si manifesta in soggetti affetti da altre malattie allergiche o che comunque abbiano una storia famigliare allergica.
Per diagnosticare con certezza l’allergia a questo metallo si deve essere sottoposti al patch test: la tecnica prevede l'applicazione sulla pelle della scapola di dischetti di cellulosa imbevuti di nickel solfato; il test è considerato positivo in caso di comparsa di eritema nella zona interessata e il medico effettua la lettura dei risultati a distanza di 48-72 e 96 ore.
Una volta che l’allergia sia stata accertata è necessario evitare di porsi a contatto con gli oggetti da me sopra elencati, mentre per quanto riguarda i cosmetici sarà necessario assicurarsi di utilizzare quelli prodotti da ditte che assicurano l’assenza del metallo o prodotti nichel-tested (cioè sottoposti a test che assicurino l’assenza della sostanza).
Le ricerce non hanno ancora chiarito, invece,quanto possa essere utile una dieta apposita non solo perché non si sa quali siano con precisione gli effetti terapeutici di un provvedimento di questo tipo, ma anche perché il metallo in questione è contenuto in una grande varietà di alimenti.
Terapie farmacologiche di solito aiutano per una rapida regressione della sintomatologia: oltre a creme lenitive che naturalmente ammortiscono la cute e la idratano, vengono prescritti antistaminici per via orale e corticosteroidi topici per cure cicliche che non abbiano durata superiore ai 10 giorni.


- Mammasandra -

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Cosa leggere: Cigni selvatici

Gio 18 Mar 2010, 21:03 Da Galadriel



Cigni selvatici

Autore: Chang Jung
Edizioni: TEA

“Cigni selvatici” è un romanzo storico che racconta la vita di tredonne (nonna, madre, autrice), vissute in Cina durante l’ultimo secolo, quindi dalla caduta dell’ultimo imperatore Mongolo della dinastia Manciù fino alla “normalizzazione” successiva alla morte del padre del Comunismo Cinese Mao Tse-tung.
L’autrice Jung Chang riporta fedelmente gli avvenimenti storici che hanno caratterizzato tutte e tre le generazioni; ma ha un’attenzione particolare per l’evoluzione della condizione della donna nelle varie fasi, da concubina a cittadina attiva sia nel mondo del lavoro che in quello politico.
Allo stesso tempo evidenzia il lento declino della Cina durante l'attuazione della politica di Mao Tse-tung.
Si scopre la storia della Cina contemporanea vista dagli occhi di chi ne ha subito le conseguenze politiche e sociali.
Dai gigli dorati di otto centimetri - l'orribile pratica della fasciatura dei piedi delle giovani donne, retaggio di antiche usanze - all'esperienza diretta di clandestinità nel Partito Comunista cinese, dal Grande Balzo in Avanti e le sue conseguenze, alla Rivoluzione Culturale con i suoi incredibili ed ingiustificati atti di violenza gratuita.
Il tutto culmina con una notizia che ha segnato lo spartiacque tra la Cina maoista e quella dei giorni nostri: la morte del Grande Timoniere, responsabile dell'Odissea di terrore e sofferenza della famiglia di Jung Chang.
Un libro emozionante che si presta ad una serie infinita di considerazioni tanto sulla politica quanto su ambiti meno palpabili e che mette in luce alcuni aspetti fondamentali, necessari per capire il passato recente e meno recente della "Nazione di mezzo".

Uno dei libri più belli che abbia mai letto, molto commovente e scritto con grande umanità.
Merita di essere letto e compreso non solo in chiave politica.
E' un romanzo che "si interroga" sul senso, o meglio non -senso, di tanta violenza e che mostra il popolo cinese in parte plagiato dal presidente-dio Mao, e contemporaneamente cosciente di quanto il suo operato porti la Cina lontano da quegli ideali comunisti per cui si era battuta.

Recensione di MAMMASANDRA


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Celiachia nei bambini

Mer 17 Mar 2010, 19:16 Da Anonymous

Celiachia: un’intolleranza che può manifestarsi fin dallo svezzamento
Come riconoscerla e quando si manifesta?
La celiachia si presenta dal momento in cui viene introdotto il glutine nell’alimentazione del bambino. E’ importante saperla riconoscere ed adottare fin da subito un’alimentazione corretta.
I sintomi sono variabili e a volte difficili da capire
Quelli più frequenti in bambini al di sotto i due anni sono i disturbi intestinali (mal di pancia, diarrea, scarso appetito), perdita di peso ed arresto della crescita.
Dopo i due anni, oltre a questi sintomi se ne possono aggiungere altri, tra cui pallore, dermatite, dermatite erpetiforme, stanchezza, svogliatezza

La celiachia è un'intolleranza al glutine, un complesso proteico presente in alcuni cereali.
Per motivi genetici, nel celiaco, l'introduzione di alimenti contenenti glutine determina una risposta immunitaria abnorme a livello dell'intestino, che causa un'infiammazione cronica della mucosa intestinale fino alla distruzione progressiva dei villi intestinali e alla conseguente compromissione dell'assorbimento dei nutrienti.
Per scoprire se il nostro bambino è celiaco bisogna sottoporlo a un esame del sangue.
Se il test risulta positivo, per avere la certezza assoluta, si esegue una biopsia con il prelievo di un frammento di tessuto intestinale.
Se la diagnosi di celiachia nel bambino è confermata, bisogna evitare tutti gli alimenti contenenti glutine, compresi quelli chiamati “fonti nascoste”; è importante quindi scegliere i cereali ed i loro derivati (pasta, pane, farina, biscotti, gallette) naturalmente privi di glutine, ma anche non abusare degli alimenti industriali privi di glutine, che sono appositamente prodotti per i celiaci.
Una cosa molto importante per un bambino celiaco, è l’accettazione della malattia da parte dei genitori, solo così sarà possibile trasmettergli la serenità per accettare questa nuova situazione.
Quali sono le parole giuste per dirlo al bambino? Indubbiamente il bambino deve essere informato della propria condizione e deve imparare a rifiutare i cibi che non può mangiare.
E’ giusto e necessario fargli capire, con pazienza ed utilizzando parole semplici, quali sono i problemi che comporta la malattia, in modo che capisca il motivo per cui evitare determinati alimenti.
Ma un’altra cosa fondamentale è riuscire a valorizzare gli aspetti positivi, facendo presente tutte le alternative e che ci sono molti più cibi che può mangiare rispetto a quelli che deve evitare.
Impariamo ad offrire fin da subito un’alternativa all’alimento da evitare, magari anche nelle occasioni, preparando noi dei dolci adatti ed offriamoli anche agli altri. Il bambino così capirà che non c’è niente per cuji sentirsi in imbarazzo.
In ogni caso cercare sempre e comunque di sdrammatizzare, e valorizzare la situazione facendogli capire che non è un difetto, ma una caratteristica tipica sua.
Magari facendo anche degli esempi su situazioni che riguardano gli altri; chi soffre di allergie stagionali, chi porta l’apparecchio per i denti, chi porta gli occhiali, poiché ognuno di noi è diverso con le proprie caratteristiche, e questo ci rende unici.


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Il miracolo dell'aloe vera

Mar 16 Mar 2010, 20:14 Da Galadriel

COS'E' ALOE VERA

Spesso chiamata la 'Pianta del Miracolo oppure il Guaritore Naturale, l' Aloe Vera è una pianta dalle infinite sorprese.
Predilige i climi caldi e secchi, è simile ad un cactus ma, in realtà, appartiene alla famiglia del giglio. Sopravvive dove altre piante appassirebbero e morirebbero potendo chiudere i suoi
pori per impedirne la perdita di umidità.




Ci sono oltre 200 varietà di aloe, ma solo l'Aloe Barbadensis Miller (Aloe Vera) è la pianta che ha la maggior utilità per l'uomo grazie alle sue proprietà medicinali.
Antichi documenti mostrano che i benefici dell'Aloe Vera sono conosciuti da molti secoli.
I suoi vantaggi terapeutici e le sue proprietà salutari sopravvivono da più di 5000 anni.
Nel 1862 per primo George Ebers scoprì su di un papiro egiziano, risalente al 1500 avanti Cristo,
quanto fosse già nota fin dall'antichità l'Aloe Vera.
Medici greci e romani l'usavano con effetti eccezionali come un'erba medicinale.
Si è scoperto che persino le antiche culture Cinese e Indiane usavano l'Aloe Vera.
Le regine egiziane le attribuivano un ruolo primario nella cura della bellezza fisica, mentre nelle Filippine la utilizzano, mischiata al latte, per guarire le infezione renali.
Riferimenti all'Aloe si ritrovano nella Bibbia, e la leggenda dice che Alessandro il Grande conquistò l'isola di Socrotra, nell'Oceano Indiano, per disporre di una buona riserva di Aloe per poter curare le ferite in battaglia dei suoi soldati.
Comunque, il rapido progredire della documentazione della scienza medica nel mondo occidentale, e lo spostamento del polo della civiltà verso climi meno temperati, hanno portato in ribasso la popolarità e la disponibilità dell'Aloe Vera che è così caduta in disuso.

Oggigiorno, nonostante alcuni farmaci tradizionali siano molto efficaci per guarire, il loro uso prolungato porta a complesse interazioni con altre sostanze e farmaci e possono causare degli effetti collaterali terribili per il paziente.
Di conseguenza, molti consumatori e scienziati stanno ritornando a prendere in considerazione i rimedi naturali; tra cui appunto l'Aloe, che per molto tempo sono stati trascurati.
Da questa pianta si possono avere molti benefici per la salute e per lo stile di vita.
In natura, il gel contenuto all'interno della sua foglia è ben protetto dalla scorza esterna carnosa, che ne impedisce la perdita di umidità e la protegge dall'atmosfera.
Una volta che la foglia è stata tagliata, il processo di ossidazione inizia e, se lasciato incontrollato, priverebbe il prezioso gel di molte delle sue proprietà benefiche,
Per questo motivo è bene conservare l'aloe in frigorifero e non per lunghi periodi, considerando che, il suo effetto benefico, andrà scemando con il passare dei giorni.


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